You are using an outdated browser. For a faster, safer browsing experience, upgrade for free today.


In-Corpo-Reo di Francesco Colaleo al Fringe Festival

06 Giugno 2013

dedicato a Prima Rabbiolo

"Sulu 'ppa 'a morti un c'è rimediu. Goia mia, vita mia un sugnu eterna..."

“In.Corpo.Reo” nasce dall’esigenza di esorcizzare tendenze comportamentali che generano sofferenza e che determinano uno stato perenne di reità irrigidito in un corpo. Per un buddista questa tendenza alla libera sofferenza viene chiamata ‘karma’, nonché ‘azione’: l’insieme delle azioni compiute nel corso della nostra esistenza e nelle esistenze precedenti che condizionano il modo e l’atteggiamento nella presente vita terrena. Il corpo tradisce, il corpo può tradire. Nel tradimento esso scopre se stesso, si svuota, si ricompone diventando altro da ciò che è, con la capacità di percorrere movimenti e azioni diversi rispetto a quelli ai quali il nostro corpo è abituato. Un richiamo antico e mitologico dove persino il peccato è in-corpo-reo. Ogni storia raccontata funge da specchio per chi la osserva. Cassandra, la profetessa della parola mai creduta, Giuditta la vergine che decapita Oloferne, Medea la madre che uccide i propri figli. Tre fasi di una donna, tre proiezioni dell'animo di un uomo che non è in pace. Attraverso il superamento della tragedia è possibile ricongiungersi alla propria natura senza subire la predestinazione della condanna. Così il cerchio si chiude non per l'eterno ritorno, ma per un ricongiungimento degli estremi come raccordo degli opposti.