Stuporosa

Così, apparentemente senza motivo, piangono le cinque performer di Stuporosa, dando vita a un pianto che assume varie sfumature, ora trattenuto, ora soffocato, ora si fa musica, ora sfocia nella speranza, ora diviene canto ricalcando le sonorità di un antico lamento funebre salentino. I loro corpi si frammentano alla ricerca di forme arcaiche, lontane, che si perdono e sciolgono all’istante. Queste forme sono le figure di pathos, immagini archetipiche del patire umano che si sono tramandate nel tempo attraverso secoli e civiltà, immagini appartenenti a riti funebri passati ma che hanno valore universale perché da quando è stato creato, l’essere umano ha sofferto sempre allo stesso modo. Le cinque performer cercano di recuperare un senso di collettività, una ritualità, di instaurare nuove forme di mutuo soccorso, sussurrando antiche formule magiche, rievocando danze tradizionali, cantando una ninna nanna salentina.

In Stuporosa, come per certi versi avviene nel pianto rituale, si assiste a una stilizzazione del pathos, una sua de-isterizzazione; e la performance in sé vuole essere un invito a riflettere sullo stato di lutto, sulla necessità umana di un istituto culturale condiviso, di un rito comunitario, per superare momenti di crisi individuali.

regia e coreografia Francesco Marilungo 

con Alice Raffaelli, Barbara Novati, Roberta Racis, Francesca Linnea Ugolini, Vera Di Lecce, Martina Di Prato

musica e vocal coaching Vera Di Lecce 

spazio e luci Gianni Staropoli 

costumi Lessico Familiare

foto e video Luca del Pia 

produzione Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza 

co-produzione Fabbrica Europa 

con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia

con il supporto di Short Theatre Festival, Fuori Programma Festival, Teatro Akropolis &  Dracma Teatro – Progetto CURA, Did Studio, Base Milano, Qenhun 

Progetto selezionato nella sezione programmazione della NID Platform 2024