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Produzioni Anno 2020

Love


Paradisi artificiali

Concept: Davide Valrosso

Interpreti: Chiara Ameglio, Giulia Porcu, Olimpia Fortuna

Music Producer: Stefano Libertini Protopapa, Pierpaolo Moschino

Produzione: C.I.M.D danza contemporanea

Con il sostegno di: MiBACT e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

in coproduzione con: Compagnia Körper - TIR Danza

con il supporto di: ADH - Anghiari Dance Hub, a.ArtistiAssociati, Lis Lab/Cross Project, Centro Residenze per la Toscana Armunia

Quando la ricerca del bello e del piacere diventa assillante ed incessante, trasformandosi in bisogno, si entra nella sfera delle dipendenze. Un’alterazione del comportamento che da semplice e comune abitudine diventa una ricerca esagerata, patologica del piacere, attraverso mezzi, sostanze e comportamenti che sfociano in una malattia.

Si può essere dipendenti da qualsiasi minimo gesto, azione, comportamento, purchè questo produca uno stato di felicità seppur momentaneo.
Dal culto della droga alla dipendenza dai social media, alla meno considera ma pur sempre diffusa dipendenza sessuale, che sempre più spesso genera incapacità di stare in relazioni stabili per timore che un legame stretto comporti oneri che non vogliono o non possono essere sostenuti. “Love” è la materializzazione sotto forma di corpi ed immagini di quei “paradisi artificiali” che producono un appagamento momentaneo, nati dalla ricerca di una dimensione che possa sostituirsi al malessere. Un mondo allucinogeno e sfocato fatto di vizi e virtù dove l’amore fa da collagene tra la pulsione di autoconservazione (Eros) e la tendenza auto ed eterodistruttive (Thanatos). Dove il tentativo disperato di amare viene reso confusionario da un mondo odierno sempre più veloce, sempre più tentatore, dove forze invisibili ci manipolano e inducono alla dipendenza.

Tre performer/danzatrici iniziano un dialogo fisico, dove desideri, sogni e paura si confondono in una trama fitta di immagini. Tra spiritualità e sensualità, dominate dal mondo dell’eros come forza celebratrice della gloria del corpo, ma anche come elemento distruttivo ed implosivo, dove immagini e sonorità illusorie appaiono come i resti di un sogno ovattato, che con difficoltà tentano di materializzarsi.