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Beast Without Beauty | KörpermeetsC&C Company


I biglietti non sono in vendita
Beast Without Beauty | KörpermeetsC&C Company
Beast Without Beauty | KörpermeetsC&C Company

Time & Location

Feb 16, 2025, 6:00 PM

Napoli, Via Vannella Gaetani, 27, 80121 Napoli NA, Italia

About the event






Creazione originale Carlo Massari

Produzione C&C Company

Con Carlo Massari, Emanuele Rosa, Giuseppina Randi

Disegno audio e luci Francesco Massari

Consulenza abiti di scena Gabriella Strangolini

Acconciature Bruna Toneatto






L’ennesimo sguardo: fermo, freddo, gelido, impietoso sulla società.

Un irriverente, cinico studio sugli archetipi della miseria umana, sull’inespressività, sulla spregevole crudeltà nelle relazioni interpersonali.

Perdenti in un rapporto di superficiale relazione, si affrontano in un algido duello; in palio l’affermazione di un ruolo, un’identità, una posizione sociale, la sopravvivenza.

Non esistono regole, tutto è consentito: ci si presta ad essere prede, vittime designate

dell’altro, ne siamo coscienti, attendiamo solo che succeda, e a nostra volta siamo pronti

ad avventarci, offendere, fendere, stritolare, sbranare, a finirlo impietosamente, ma senza

sporcarci le mani.

Un aristocratico gioco perverso di corteggiamenti a doppio fine, di soprusi; una violenza

nascosta, taciuta, color pastello, che porta irrimediabilmente al massacro, all’estinzione;

non ci saranno vincitori, ma solo vinti.

Di tanto agitarsi non succede nulla... E allora implodiamo incapaci di rialzarci, ci

abbandoniamo ma facendo attenzione a non rovinare la messa in piega, sbavare il trucco,

sgualcire il tailleur, a non perdere in dignità per non subire atti di cannibalismo, essere

divorati dagli altri, dal vuoto, dai nostri vuoti, dal silenzio sordo.


Un tentativo di raccontare fisicamente il male di vivere, la paralysis Beckettiana: un uomo

illanguidito, disperato fino a divenire insensibile, ormai incapace di prendere in mano la

sua vita e sottrarla alla miseria nella quale si è impaludata. Una commedia dell’assurdo


(nella quale l’assurdo, nostro malgrado lo subiamo) dal sapore esistenzialista e post-

esistenzialista del teatro di Beckett perfettamente esplicato nel suo “Giorni Felici”.


Un autentico tuffo nel non-sense, un’ironia nera contrappunto al pallore emaciato dei volti,

una fascinazione nell’assurdità delle scene, nell’estraniamento dalla partecipazione

umana alle azioni, ai fatti; figure esangui, prive d’energia, estenuate e disumanizzate,

come alla fine di una lunga guerra, che sanno non essere servita a nulla se non a farsi e

fare inutilmente del male, a divenire cinici e opportunisti difronte alla morte fino a

contraddirsi e tradire i propri compagni di giochi.





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