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CIMD | KörpermeetsIncubatori


I biglietti non sono in vendita
CIMD | KörpermeetsIncubatori
CIMD | KörpermeetsIncubatori

Orario & Sede

17 mag 2025, 19:00 – 18 mag 2025, 18:00

Napoli, SpazioKörper

Info sull'evento





Sabato 17 Maggio 2025





Traces from the Edge


di e con Beatrice Capanni

collaborazione drammaturgica Beatrice D’Amelio

musica Variát & Merzbow

styling Lorenzo Savino

progetto sviluppato all’interno di Incubatore per futur_ coreograf_

C.I.M.D Danza Milano 2024

produzione B-ped

durata 20' ca


Traces from the Edge (working title) è una riflessione performativa sul rapporto tra assenza e presenza. In uno spazio sospeso e indefinito, un corpo in movimento

si abbandona alla contemplazione di istanti, intrecciando gesti e traiettorie con l’ambiente circostante. Dal gioco sottile di dissolvenze e trasformazioni che ne scaturisce, si apre la strada ad un’indagine sui confini tra interno ed esterno, tra visibile e invisibile.

Quali tracce lasciamo nei luoghi che attraversiamo e quali, invece, svaniscono senza lasciar segno?

Partendo da una riflessione sui non luoghi — quegli spazi anonimi e transitori definiti dall’antropologo francese Marc Augè — il lavoro nasce dalla volontà di esplorare il rapporto tra assenza e presenza, sviluppandosi attraverso una serie di pratiche corporee mirate ad indagare i molteplici aspetti del distacco dalla realtà circostante. Si distingue tra un distacco involontario, che si manifesta come uno stato di sospensione, fatto di momenti di incanto e smarrimento spazio-temporale, e un distacco volontario, che prende forma come un meccanismo consapevole di indifferenza, una risposta alla frenesia o alle urgenze del presente.

Lo spazio scenico si articola attraverso una serie di traiettorie luminose che evocano frammenti di ambienti asettici e indefiniti, mentre il suono introduce un senso di instabilità e tensione che amplifica il dialogo con l’ambiente circostante. Al centro del progetto vi è il corpo, che diventa veicolo di indagine e trasformazione, una materia porosa attraversata da stimoli esterni e interni. La sua danza si configura come un flusso continuo e interrotto, capace di abitare il tempo secondo logiche non convenzionali. Traces from the Edge si propone dunque come un’esperienza che, partendo da una riflessione critica sugli spazi contemporanei, invita ad esplorare nuove modalità di percezione e relazione con il presente per riscoprire ciò che spesso rimane inosservato: le dimensioni intime, fragili e inaspettate che abitano ogni istante.


Vanessa


Progetto a cura di Beatrice D’Amelio

sviluppato all’interno di Incubatore per

futur_ coreograf_ C.I.M.D. Danza Milano 2024

Produzione B-ped

Musica Loscil - Black Tusk

collaborazione drammaturgia Beatrice Capanni

durata 20’ ca


La Vanessa Atalanta è una farfalla tipica delle regioni mediterranee. Come tutte le farfalle, attraversa un processo di metamorfosi che la porta a trascorrere gran parte della sua vita in una forma considerata poco attraente, quella del bruco. Solo in seguito si trasforma, rivelando la sua bellezza e guadagnandosi l’ammirazione dello sguardo esterno. Vanessa affronta il tema della repressione del corpo nella società contemporanea. La scena è dominata da un telo di plastica, una barriera semitrasparente che separa e al tempo stesso rivela, creando un confine ambiguo tra libertà ed oppressione. Il movimento si articola tra tentativi di adattamento, ribellione e trasformazione, ponendo al centro la tensione tra il desiderio di espressione e i limiti imposti dall’esterno.

Il lavoro nasce da una riflessione sulle costrizioni, visibili e invisibili, che regolano il corpo nello spazio sociale e si sviluppa attorno alla relazione tra il corpo, inteso come soggetto, ed il telo, che diventa una seconda pelle, separando l’interno dall’esterno. La plastica diviene simbolo di un vincolo imposto, ma anche di un habitat naturale all’interno del quale si è destinati a nascere e che può essere attraversato, deformato o infranto.



Baia


un progetto di casagrande // giorgini

con Marco Casagrande e Nicolò Giorgini

un design di Angelo Bitetti

panorami sonori di Tony Perez

Con il supporto di INCUBATORE PER FUTUR* COREOGRAF* CIMD

(BASE, MILANO), D.ID - DANCEIDENTITY (EISENSTADT, AUSTRIA)

con il sostegno di CULTURE MOVES EUROPE e CORE DANCE (ATLANTA, USA)


Baia, località incastonata nei Campi Flegrei, sprofondò circa 2000 anni a causa del bradisismo, che inghiottì strade, statue, mosaici e ricordi. Lo spazio stesso viene plasmato dall'uso di un vid-eoproiettore, che intreccia luce e ombra in una narrazione visiva in costante evoluzione. Le proiezioni creano un dialogo tra i corpi e l'ambiente, trasformando il paesaggio in una dimensione BAIA è un paesaggio in continua emersione. Partendo dalla suggestione per la città sommersa di Baia, il progetto riflette su ciò che perdura e sulle tracce che riecheggiano nello spazio e nel tempo. Due corpi percorrono, ripercorrono, riavvolgono, crollano. Il corpo si fa fondale. Si posa lì dove il tempo si ferma. BAIA è ciò che resta: un frammento di tempo sospeso, dove il corpo, il suono e l'immagine si fondono per dare vita a un nuovo paesaggio. Lo spazio stesso viene plasmato dall'uso di un videoproiettore, che intreccia luce e ombra in una narrazione visiva in costante evoluzione. Le proiezioni creano un dialogo tra i corpi e l'ambiente, trasformando il paesaggio in una dimensione onirica, dove ogni immagine evoca una memoria e ogni movimento diventa un riflesso.


Domenica 18 Maggio 2025

GREETINGS FROM THE VOID


Ideazione e regia | Edoardo Sgambato e Priscilla Pizziol

Sound Design e Live Processing | Walter Laureti

Interpreti | Edoardo Sgambato e Priscilla Pizziol

Direzione tecnica | Edoardo Sgambato

Con il supporto di | Incubatore per futur* Coreograf* C.I.M.D.

Tutor Daniele Albanese, Daniele Ninarello, Francesca Foscarini


Greetings from the Void intreccia coreografia e installazione dando voce a quella sensazione dilagante di incertezza esistenziale e disorientamento che caratterizza la nostra epoca. La coreografia interagisce con un paesaggio sonoro e luminoso che si evolve in tempo reale. Da ogni movimento si genera un frammento sonoro, registrato e processato all’interno di un ecosistema musicale dinamico. Questo ambiente sensoriale, in cui corpi, luce e suono interagiscono, dà vita ad una narrazione ricca di significati potenziali. L’opera invita a confrontarsi con l'idea della possibilità di una libertà radicale; è possibile accettare l’assenza di un senso universale e abbracciare pienamente la responsabilità di creare il proprio significato?

Una luce monocromatica gialla riempie la stanza. Trasforma ogni colore in memoria rendendo il presente un’immagine seppiata. Il tempo si contrae in un’attesa sospesa, mentre lo spazio si articola intorno a pochi, semplici oggetti: una lampada che oscilla nel vuoto, un tavolo, un pavimento di plastica trasparente. Due corpi si muovono in un’atmosfera densa di un’assenza tangibile. Il rumore del tempo si deposita sugli oggetti e il silenzio diventa eco di qualcosa che è accaduto, ma di cui nessuno conoscerà mai i dettagli. Gli interpreti oscillano tra la vitalità e l’inanimato, oggettificati dal peso delle loro stesse azioni. Abitano un vuoto che non è assenza ma processo attivo di svuotamento. Ogni gesto è un atto di (de)composizione: un equilibrio precario tra il costruire e il disfare, il comporre e lo svuotare. Ciò che accade in scena potrebbe non finire mai, come un ciclo eterno di scoperta e abbandono.



GOOD VIBES ONLY (beta test)


concept e performance Francesca Santamaria

collaborazione drammaturgica Pietro Angelini

sound design Ramingo

testi Francesca Santamaria, Pietro Angelini

voce Michela De Rossi

movement coaching Beatrice Pozzi

occhio esterno Daniele Ninarello

collaborazione progettuale Rossella Piazzese

costume Elena Luca

software engineering Nazario Santamaria, Lorenzo Augelli

produzione esecutiva CodedUomo

coproduzione FDE Festival Danza Estate, MILANoLTRE Festival, Festival Più che Danza

in collaborazione con TIR Danza

con il supporto di Porto Simpatica

sviluppata nel contesto di Incubatore per futur_ coreograf_ CIMD


GOOD VIBES ONLY (beta test)” è il primo capitolo del macroprogetto “GOOD VIBES ONLY”.

Il lavoro si articola come un beta test, ovvero la prima fase di verifica di un software in condizioni di utilizzo reali da parte di utenti reali. 

Il progetto nasce per indagare il concetto di scrolling e, prendendo in prestito la struttura del free trial, arriva ad interrogarsi sul rapporto tra performatività e consumo.

“GOOD VIBES ONLY” nasce da un’indagine sullo scrolling. Un atto fisico semplice, veloce, immediato. Un gesto singolo, ripetitivo, ossessivo, che l’essere umano del ventunesimo secolo esegue in media almeno cento volte al giorno. Un’azione che, dallo scorrere di un dito su uno schermo, permette di viaggiare, potenzialmente all’infinito, tra innumerevoli contenuti. Un’azione che nella sua semplicità e nella sua ridotta ampiezza fisica, apre una voragine di interrogativi esistenziali, politici, sociologici, etici sul mondo contemporaneo. Un’ azione che, aprendo così tante finestre allo stesso tempo necessita di riprendere, anche nella forma produttiva, la sfaccettatura ontologica che la caratterizza. Per questo motivo la progressione dei capitoli riprende la struttura delle Freemium App, che prevedono una diversificazione di offerte, composte da: Free Trial, Premium Version, Gold Version.



Columba Domestica


concept, testi e danza di Margherita Celestino

musiche di Mattia Seminara

prodotto da L'altra Associazione

sviluppato all'interno di CIMD, INCUBATORE PER FUTUR* COREOGRAF*

Around a process of making 23/24

Marosi Festival, Stromboli


Columba domestica prende il nome dal primo piccione addomesticato, un animale simbolo delle città, spesso trattato con diffidenza per il suo ruolo equivocato di intruso, ma capace, invece, di adattarsi e orientarsi in ambienti complessi, generare parentele e veicolare messaggi tra umani e non umani. Il lavoro è un'indagine sulla la differenza tra mappa (rappresentazione di uno spazio, descrittiva ed emotiva) e territorio (il luogo che possiamo effettivamente attraversare). Attraverso movimento e scrittura, indaga la relazione tra il corpo, l'ambiente e i modi non lineari con cui la memoria rielabora l’esperienza. La necessità è quella di riportare al centro l’affettività come nuovo modo per orientarsi in un mondo sempre più dominato dall’estrazione, dal consumo e dall'oblio.

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