PLEIN AIR | Marina Donatone


Orario & Sede
10 mag 2026, 18:00
Napoli, SpazioKörper
Info sull'evento
coreografia Marina Donatone
performer e collaboratorз alla ricerca Gianmaria Borzillo, Ilaria Quaglia, Teresa Noronha Feio (due
performer in alternanza)
Musiche originali Mauro Martinuz
luce e scena Cosimo Ferrigolo
produzione Codeduomo ETS
coproduzione Fuorimargine - Centro di produzione di danza e arti performative della Sardegna
con il sostegno di Lavanderia a Vapore - centro di residenza per la danza, Santarcangelo Festival, CND Centre national de la danse - Pantin, Istituto Italiano di Cultura di Parigi, Live Arts Cultures, Operaestate/Centro per la Scena Contemporanea di Bassano del Grappa
realizzato con il sostegno del programma Movin'up - spettacolo/performing arts 2024/2025
amministrazione Anna Damiani
organizzazione Monica Maffei
foto e video CIRCA
La ricerca di Marina Donatone muove da una pratica radicalmente corporea, da uno stato di apertura attiva e desiderante della percezione, che scoperchia gli accadimenti del corpo e convoca una postura precaria, traspirante, in attesa. Le domande si innestano in un corpo che è allo stesso tempo oggetto e soggetto dell’interrogazione, un corpo completamente consegnato all’esperienza eppure, allo stesso tempo e contraddittoriamente, attivo, situato, affettivo - senziente. Un corpo in divenire che si dà al sistema coreografico come materia attiva, che lavora ed è lavorato a partire dalle relazioni in cui si inserisce, portando con sé la propria irriducibile composizione. Lo sguardo è depotenziato della sua postura controllante e riscoperto in quanto organo di senso secondario, ritardatario, parte di un corpo epidermico, che spalanca la sua materia e accetta la propria gravità e le sue conseguenze - un corpo in grado di ricevere, flettersi, deformarsi, coagularsi. Un corpo che rinuncia alla postura verticale alla volta di altre esperienze della gravità, di altre atmosfere, affidandosi alla sensazione, all’umore, all’inquietudine, al potere generativo dell’essere affetti da. Non corpo in relazione, ma corpo della relazione, intesa come originaria costitutiva, che giace in equilibrio dinamico tra il fare e il non fare, tra il sì e il no, accogliendo i fatti senza abbandonarsi, indirizzando le forze senza sovradeterminarle. Un corpo che sceglie di farsi luogo della manifestazione di questo intreccio, aderendo alla materia per dilatarla, agitarla, alterarla, per costruire, in ultimo, un ambiente affettivo e di contatto dove è possibile vibrare, divergere, incontrarsi, addensarsi.
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